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Siamo un azienda che si impegna sul campo della gestione e istallazione di apparecchiature che si adoperano in uso civile e industriale per riscaldare ambienti e produrre acqua calda.


In particolare negli ultimi anni si è parlato di risparmio energetico ed è per questo che abbiamo deciso di aprire un blog informativo per aiutare e consigliare come meglio crediamo ciò che noi facciamo da anni.

L'importanza di isolare il sottotetto

Se vuoi sapere come puoi fare ad isolare il sottotetto in tutta sicurezza non esitare a contattarci prima che arrivi l’inverno.

 

Durante la stagione fredda è difficile per alcuni raggiungere quel comfort termico che vogliamo avere in casa ed i vari “tentativi” di riscaldarci corrispondono spesso ad esborsi in termini economici non indifferenti. Spesso però non è un problema di quale fonte di energia utilizzare o di quanta utilizzarne per riscaldare ma piuttosto di come l’immobile trattiene calore.

 

Una delle zone che più spesso causa problemi di comfort termico e consumi elevati è il sottotetto non isolato correttamente.

 

Chi ha un edificio di proprietà o si trova all’ultimo piano può trovarsi ad affrontare problemi di dispersione termica causati da quello spazio tra il tetto dell’edificio ed il soffitto dell’abitazione. Il tetto può essere immediatamente sopra la nostra testa o separato da un solaio con una intercapedine più o meno ampia e rifinita, con una zona calpestabile che include un massetto e con dimensioni che a volte lo rendono un ambiente abitabile.

 

Quando il sottotetto è abitabile, che ci sia una stanza o altro, è normalmente isolato perché la normativa in molte regioni pone come requisito l’isolamento per certificare l’abitabilità. Anche senza complicazioni burocratiche ovviamente, un sottotetto abitabile dovrà essere isolato proprio perché altrimenti le condizioni sarebbero abbastanza scomode e fastidiose per gli occupanti. Quando non abitabile invece è purtroppo consueto vedere proprietari che trascurano il sottotetto (mai isolato o con un isolamento realizzato in passato in modo approssimativo, con materiali inadatti o rovinato nel tempo) nell’immediato poi pagarne le conseguenze nel lungo termine.

 

Perché il sottotetto causa sprechi energetici e scarso comfort termico?

 

Il tetto infatti, esposto tutto il tempo agli agenti atmosferici durante le stagioni fredde con vento, pioggia, neve, umidità e gelate disperde il calore molto velocemente così come durante l’estate posto sotto al sole per molte ore accumula calore.

 

Come ci insegna la termodinamica, due corpi si scambiano calore dal più caldo al più freddo fino al raggiungimento di una temperatura media. In questo caso il “corpo” non è altro che l’aria, quindi in inverno il tetto raffreddato dalle intemperie scambia calore con l’aria sottostante che a sua volta va a scambiare calore con l’aria di casa riscaldata. Quindi il calore di casa viene disperso. Stessa cosa ma opposta in estate, in cui il tetto riscaldato dal sole trasmette calore all’aria di casa magari raffrescata dall’aria condizionata.

 

Così il tetto è causa di dispersione termica e di sprechi energetici e spesso non coinvolge solamente le unità abitative poste immediatamente al di sotto ma addirittura i piani inferiori avendo un impatto sulla temperatura di quasi tutto l’edificio. Per questo può capitare di tenere il riscaldamento acceso per molto tempo, avere delle finestre ben isolate ma sentire sempre la sensazione di “casa fredda”. Oppure capita di accendere il condizionatore per molte ore d’estate, anche in periodi non eccessivamente afosi e di vedere la bolletta dell’elettricità lievitare a causa della difficoltà che l’impianto fa a tenere la temperatura desiderata.

La soluzione ideale è quella di isolare il sottotetto con materiali adatti ad evitare le tanto spiacevoli dispersioni che possono rendere gli inverni insopportabili ma anche fare in modo che d’estate la casa sia un forno.

 

Breve Guida alle Pompe di Calore

Le Pompe di Calore sono una tecnologia che ultimamente ha preso sempre più piede in Italia per la climatizzazione degli ambienti. Pochi però ne comprendono esattamente il funzionamento e capiscono la differenza tra le diverse tecnologie impiegate, visto che nei fatti c’è più di un tipo di pompa di calore.



Ecco una guida per conoscere meglio le pompe di calore e capire se può essere la scelta giusta per la nostra casa.

 

Cosa sono le pompe di calore?

 

Sebbene i principi fisici dietro il funzionamento di una pompa di calore possano sembrare complicati (anche se qualcuno di noi li ha studiati anche alle superiori), in parole povere la pompa di calore non fa altro che scambiare calore tra un ambiente più caldo ed uno più freddo.

 

Ad esempio se usata per riscaldare la pompa di calore estrae il calore dalla fonte più calda e lo trasmette in quella più fredda, se usata per raffreddare fa l’opposto. Il meccanismo utilizza metodi meccanici (ventole, compressori) per estrarre il calore e portarlo all’interno o all’esterno dell’ambiente da climatizzare in base all’esigenza.

 

Quali sono queste fonti di calore? Ecco qui la cosa diventa complicata. Dire pompa di calore è dire diverse cose tutte insieme: alcune pompe di calore usano semplicemente l’aria come fonte, altre l’acqua, altre un sistema geotermico, alcune hanno inclusa una resistenza…



Insomma si tratta di una categoria di dispositivi raggruppati sotto lo stesso nome.

Ecco quali sono le principali differenza tra i diversi tipi.

 

Pompa di calore aria-aria

 

Come dice il nome stesso, la pompa di calore aria-aria utilizza appunto l’aria per creare la differenza di temperatura.

 

Il vantaggio delle pompe di calore “aria-aria” è che possono essere utilizzate ovunque, non richiedono complesse installazioni (esistono anche in formato “portatile”). Lo svantaggio è che richiedono più energia e più tempo quando la differenza di temperatura è estrema. Ad esempio le pompe di calore ad aria non rendono bene in inverno per riscaldare l’ambiente quando la temperatura esterna è molto fredda e quindi, ad esempio nel territorio italiano, non vanno bene nelle zone di montagna.

 

C’è un accorgimento in questi casi che permette ad alcune pompe di calore di riutilizzare l’aria interna, quindi già calda, la cosiddetta “aria viziata” (come fanno alcuni condizionatori delle auto) ma si tratta comunque di accorgimenti che richiedono una tecnologia ad hoc per rendere l’aria riciclata respirabile di nuovo.

Un esempio comune di pompa di calore aria-aria è il comunissimo impianto di aria condizionata!

 

Pompe di Calore Aria-Acqua

 

Le Pompe di Calore Aria-Acqua possono utilizzare acqua di diverse fonti come un serbatoio apposito, un pozzo o qualsiasi altra fonte. Hanno costi di installazione maggiori di un impianto aria-aria e costi di funzionamento più elevati delle altre pompe di calore.

 

Pompe di Calore Aria-Terreno

 

Utilizzando la geotermia è possibile utilizzare il terreno per prendere calore o disperderlo. Si tratta di un impianto con costi di realizzazione elevati, consigliabile solo a chi sta partendo da zero con la costruzione di una casa ( o con una ristrutturazione) che richiede di avere una superficie molto grande, maggiore dell’ambiente che si vuole riscaldare (quindi è optabile per le case circondate da giardini, terreni o grandi cortili).

 

Anche se ha dei costi di realizzazione molto alti la pompa di calore aria-terreno è quella che presenta minori costi di funzionamento.

 

E tu sai già quale pompa di calore si adatta di più alle tue esigenze? Ricordati che puoi usufruire anche dell’Ecobonus 2018 con importanti detrazioni sulla spesa effettuata!

 

Cosa aspetti a contattarci?

 

Chi è il terzo responsabile?

Per la Legge Italiana, quando si tratta di impianti di riscaldamento e caldaie, l’occupante dell’abitazione è di fatto il responsabile dell’impianto.Questa responsabilità si estende sul corretto funzionamento, sui consumi e sulle emissioni.

La parola stessa, responsabile, indica quindi che si tratta di una figura con il preciso compito di occuparsi della manutenzione dell’impianto, con tutte le implicazioni legali che questo comporta.

Se per impianti destinati all’utilizzo da parte di una famiglia la figura del responsabile non va molto oltre l’ordinaria manutenzione, quando si parla di condomini o aziende, il discorso si complica. Infatti quando si tratta di impianti di potenza inferiore ai 35kw, per i condomini e le aziende è l’amministratore a fare da responsabile ma è possibile in questi casi nominare un terzo responsabile.

In impianti superiori ai 35kw invece il terzo responsabile è obbligatorio, visto che parliamo di una categoria ben definita dalla Legge, iscritta ad un albo nazionale ed alla Camera di Commercio o in liste equivalenti di altri Paesi Europei o in possesso di una certificazione UNI EN ISO 9000, ai sensi dell’art. 4 del DPR 34/2000. Solo una persona avente questi requisiti previsti dalla legge può svolgere la figura di terzo responsabile.



Perché è importante il Terzo Responsabile?

 

Nei casi previsti dalla legge condurre un impianto senza i requisiti di legge fa incorrere automaticamente in sanzioni amministrative.

La multa commutata può andare dai 15 a 46 euro, mentre in caso di persone in possesso dei certificati ma che non gestiscono l’impianto in modo appropriato è anche prevista le revoca del patentino.

Arrivati a questo punto verrebbe la tentazione di smettere di leggere visto che siamo davanti uno dei rari casi in cui le multe non sono salate...in realtà mancanze in questo senso possono essere più gravi del previsto e non limitate alla sola multa.

Prima di tutto, eventuali polizze di assicurazione non rimborsano i danni se non sono rispettati tutti i requisiti di legge. Un dato importantissimo per impianti condominiali o aziendali: una leggerezza nel non nominare un terzo responsabile può costare molto cara.

Inoltre la mancata ottemperanza alle legge riguardanti la responsabilità nella gestione degli impianti può avere conseguenze che sfociano nel penale. Infatti per qualsiasi eventuale incidente che causi danni o lesioni ci sarebbe l’aggravante predisposta nel Codice Penale per l’inosservanza di leggi, regolamenti e discipline.

Un esempio molto semplice può essere quello di un condominio con un impianto di riscaldamento superiore a 35kw nel caso in cui ci sia una semplice perdita che causi danni ad una delle unità immobiliari, non si parla solo di dover riparare i danni ma nel caso in cui non c’è un responsabile terzo l’amministratore del condominio incorrerà in problemi penali, così come può accadere se invece c’è un terzo responsabile che però non ha supervisionato l’impianto in modo corretto.

Se ci si aggiunge al fatto che l’assicurazione, proprio a causa della mancata ottemperanza alla legge, non pagherà, anche senza considerare i problemi penali si tratta di un bel problema che poteva essere evitato.

Noi del Tulipano Impianti siamo in possesso dei requisiti e dell’esperienza per svolgere in modo sicuro e professionale il servizio di Terzo Responsabile.

 

Risparmiati problemi fastidiosi e mantieni la piena efficienza dei tuoi impianti: contattaci subito!

 

Addolcitore d’acqua: cos’è e perché conviene?

Si chiama addolcitore ma non serve per fare bibite saporite o dolci: è un dispositivo che permette di ridurre la carica minerale dell’acqua che scorre in casa nostra rendendola da “dura” (cioè molto calcarea) a più “dolce” nel senso di più leggera e soft.

L’acqua corrente infatti nel tragitto verso casa si carica di molti residui minerali che di per sé non sono un problema per noi ma che invece sono la nemesi degli impianti stessi, degli elettrodomestici e spesso anche degli indumenti che laviamo.

Infatti questi minerali si accumulano e causano problemi sia funzionali che estetici.

 

Proviamo a fare una lista degli inconvenienti che un'acqua molto dura può causare in casa:

 

  • malfunzionamento e rottura di lavatrici, lavastoviglie, umidificatori, ferri da stiro diffusori
  • problemi a caldaie e scaldabagni
  • ostruzioni e perdite di tubature e rubinetterie
  • incrostazioni, macchie e ingiallimenti su rubinetterie, porcellane da bagno, stoviglie
  • infeltrimento e scoloritura degli indumenti 
  • aumento dei consumi elettrici in quanto agendo da isolante il calcare renderà più difficile riscaldare l’acqua alla lavatrice o alla lavastoviglie
  • maggiore consumo di detergenti, detersivi e prodotti chimici che non sono solo costosi ma che usati eccessivamente sono nocivi alla salute ed all’ambiente.

 

Insomma, la spesa dell’addolcitore si ammortizza subito: hai dovuto cambiare spesso lavatrice o caldaia negli ultimi anni? I tuoi cicli di lavaggio durano sempre di più anche a 30 gradi? Lo scaldabagno consuma molto? Tutti questi problemi sono determinati dal calcare.

Anche in termini di estetica e fatica nel mantenimento della casa il calcare ha il suo impatto: con un'acqua più dolce avrai meno bisogno di sfregare ed asciugare perché l’acqua non lascerà quei terribili aloni!

Adesso prova a pensare invece in una azienda o attività commerciale i danni che il calcare può fare: lavanderie, ristoranti, centri estetici, impianti di produzione di tutti i tipi che utilizzano l’acqua in qualche modo… quanto ti costa non avere un addolcitore? In un anno probabilmente si parla di centinaia o migliaia di euro in base alle dimensioni dell’attività!

 

Come funziona l'addolcitore?

 

Gli addolcitori utilizzano dei filtri di resina che attraverso uno scambio ionico prendono gli ioni di calcio e magnesio (minerali che causano il calcare) e rilasciano ioni di sodio (che non causa blocchi calcarei). Chi ha un poco di dimestichezza con la chimica noterà che le acque addolcite in realtà con il sodio sarebbero un poco più salate che dolci, ma giochi scientifici a parte, le acque addolcite tramite questo processo sono effettivamente meno dure e non causano i problemi che il calcare causa.

Attenzione: molti credono che l’addolcitore rende l’acqua potabile mentre per purificare e potabilizzare l’acqua c’è bisogno di altri impianti.

 

Manutenzione

 

Le ricariche di sale vanno fatte, idealmente, con l’utilizzo di sale specificamente preparato all’uso, per evitare che ci siano impurità che possano rovinare l’impianto. Inoltre va controllata periodicamente la durezza finale dell’acqua trattata con dei kit di analisi che misurino le percentuali di calcare o di minerali che possano causare calcare. Se le analisi mostrano performance inferiori a quelle ottimali dell’addolcitore bisogna rivolgersi ad un tecnico o al produttore dell’addolcitore in quanto è probabile che ci si trovi nel caso in cui qualche filtro va sostituito o c’è un malfunzionamento.

Noi del Tulipano Impianti ci occupiamo anche del trattamento acque con installazione e manutenzioni di impianti per ridurre la durezza dell’acqua.

 

Contattaci!

 

Risparmio Energetico e Sostenibilità a Bologna

Noi del Tulipano come realtà basata nella Provincia di Bologna con obiettivo quello di diffondere nelle case e nelle aziende degli italiani una cultura del risparmio energetico, siamo orgogliosi di trovarci in una realtà geografica nella quale questi temi sono molto sentiti da cittadini ed istituzioni.

 

Bologna infatti è sul podio delle città italiane più eco-sostenbili, terza su 99 città nella classifica della Fondazione Enrico Mattei dell’Eni. Un primato che diventa ancora più importante se si pensa che le prime due in classifica, Trento e Padova, hanno aree urbane molto meno popolose ed estese che Bologna rendendo quindi il capoluogo Emiliano un eccellenza di gestione intelligente delle risorse e dell’ambiente.

Tra le iniziative che la città promuove a livello nazionale ed internazionale c’è stata la Carta Verde delle città metropolitane, in linea con gli obiettivi di sostenibilità impostati dall’ONU per le città entro il 2030 è che Bologna programma di rispettare in pieno. Non per niente il 2018 l’ha vista ospitare tra maggio e giugno, il Festival della Sostenibilità mentre nel Giugno 2017 ha promosso All4Green altra rassegna di eventi a tema sostenibilità promosso in concomitanza del G7 di Taormina del 2017 che aveva l’ambiente come tema principale di discussione tra i grandi del mondo.

 

La sostenibilità di Bologna non è fatta solo di parole ed eventi. Città a misura d’uomo da sempre, in cui i cittadini amano spostarsi a piedi o in bicicletta, Bologna ha una quota di raccolta differenziata pari al 46% con un considerevole risparmio per i residenti sulle tasse per i rifiuti rispetto ad altre città meno virtuose, la città è anche dotata di protocolli per la qualità dell’aria, in linea con il Piano Aria Integrato Regionale 2020 che misura costantemente le emissioni ed organizza stop ai veicoli in caso di livelli di emissioni dannose superiori alle soglie di allerta.

 

E la lista potrebbe continuare all’infinito: l’Amministrazione si impegna seriamente verso una città più verde e sana ma tutto inizia da noi. Cosa fai tu per aiutare Bologna a tenere le emissioni sotto controllo? Ad evitare sprechi e contaminazione dell’ambiente per il bene tuo, dei tuoi figli e di tutti noi?

 

Avere impianti moderni, in regola e mantenuti ben efficienti è sicuramente la prima regola. Noi del Tulipano possiamo aiutarti in questo, effettuando sopralluoghi, manutenzioni, consigliandoti gli impianti giusti ed assistendoti in questo periodo in cui è particolarmente vantaggioso rendere la propria casa più sostenibile (o la propria azienda o condominio) grazie alle detrazioni dell’Ecobonus 2018 che permettono di detrarre in molti casi più del 50% delle spesa.

 

Hai già in mente cosa fare per rendere la tua casa a Bologna e Provincia più sostenibile? Vuoi aiutare la città a scalare le classifiche di sostenibilità Italiane ed Europee non per vanteria inutile ma per uscire di casa sereno e respirare a pieni polmoni in un contesto urbano con una qualità della vita sempre maggiore?

 

Contattaci!

Pannelli Solari: come richiedere l'ecobonus 2018

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Perché il Tulipano? L'Importanza del risparmio energetico

In questo periodo termini come efficienza, sostenibilità, ecologia, risparmio energetico sono ormai all’ordine del giorno. In passato non era così. Il mondo “moderno” dopo le epoche parsimoniose dei nostri nonni che vissero la guerra non era abituato a queste parole. Pensavamo di poter crescere infinitamente e che le risorse sarebbero durate per sempre. Fu con le prime crisi petrolifere di fine anni 70 che si iniziò a parlare seriamente di risparmio energetico e le parole di quelli che all’epoca erano considerati “figli dei fiori” sul rispetto della Natura presero un senso molto pratico per tutti.

 

L’Italia però rimase indietro. Rispetto agli altri big europei infatti l’efficienza delle case e degli impianti italiani è ancora scarsa. In Nord Europa nonostante i freddi rigidi di quelle parti le tubature non si rovinano al primo inverno più freddo e le case non sono delle gallerie di spifferi. Per non parlare poi dei criteri architettonici, di cui non ci occupiamo ma che si meritano una menzione ricordando le tante persone che hanno perso di recente casa nei terremoti, terremoti che in Giappone non lasciano danni perché le case sono progettate ad hoc.

 

Oggi tramite leggi, bonus ed incentivi e grazie a nuove generazioni più sensibili che sono nate quando già l’ecologia era nel dibattito pubblico e persino nei film e nei cartoni animati, l’Italia ha fatto molti passi avanti. Ad esempio siamo tra i Paesi leader nelle energie rinnovabili. 

 

Eppure l’edilizia, privata, business e pubblica ancora ha bisogno di tanto lavoro per essere riqualificate.

Ed è li che noi vogliamo fare la differenza. Il Tulipano non ha come mission quella di “installare impianti” ma piuttosto quella di creare un'Italia più sostenibile e migliore. Di portare nelle case degli Italiani, nelle aziende, negli uffici, nelle attività, nelle scuole le migliori tecnologie che permettono di:

 

  • risparmiare denaro speso in sprechi
  • vivere in modo comfortevole
  • evitare emissioni dannose
  • ridurre ogni forma di inquinamento

 

Insomma: la sostenibilità conviene a tutti. Non è un fastidio extra di cui prendersi cura, non è una spesa extra fastidiosa, non è burocrazia a cui adeguarsi. Ci guadagneremo tutti, nel breve, medio e lungo termine.

 

Un Impianto innovativo e sostenibile te lo godi dal primo giorno in cui lo installi, ti fa sorridere quando arriva la bolletta meno salata e quando vedi che tutti i tuoi vicini fanno lo stesso e la mattina l’aria intorno a te sembra diversa, quando vedi i dati ufficiali sulle emissioni ti sembra che stiamo migliorando allora capisci quanti vantaggi ci sono.

 

Ovviamente non è un cambiamento dalla sera alla mattina. Per questo noi ci siamo specializzati in questo tipo di lavoro, per questo puoi affidarti a noi.

Contattaci e ti diremo come possiamo aiutarti per rendere la tua casa o il luogo di lavoro più comodo, pulito e sostenibile.

 

Detrazioni Fiscali 65%: è il momento di cambiare caldaia!

 

 

Errore tipico di tutti gli Italiani: arriva l’estate e la caldaia ce la dimentichiamo. Fa caldo, non ci serve riscaldamento ed anche l’acqua è più piacevole che fresca che bollente, quindi a meno che non ci si accorge che smette di funzionare del tutto, per qualche mese la caldaia va nel dimenticatoio.Poi arrivano i primi freddi e ci si accorge di 3 cose:

  1. L’acqua non è proprio calda come la vorremmo
  2. I sistemi di riscaldamento non ci danno quel comfort termico in casa
  3. Si spende lo stesso un sacco di soldi senza avere i risultati voluti

Si cerca di correre ai ripari, si chiedono preventivi qua e là ma il periodo è complicato: visto che quasi tutti fanno la stessa cosa avere preventivi e tecnici che vengono a casa quando ci serve è un impresa!

Quest’anno potresti fare una “partenza intelligente” come si fa quando si va in ferie e pensare a cambiare la caldaia adesso.

 

Perché conviene cambiare Caldaia?

Le caldaie di ultima generazione sono prima di tutto molto più performanti con consumi diminuiti. Quindi si ottiene di più spendendo meno. Questo già di per se è un grande vantaggio, poi bisogna pensare al minore impatto ecologico. Siamo abituati a non pensare a questo fattore che in realtà è importante. Per molti anni si è visto l’impatto ecologico come qualcosa di “accessorio” e che non ci riguardava da vicino, ma vivere comodi in casa per poi trovarsi su un pianeta fatto di rifiuti e di aria irrespirabile.

Per aiutarci a sviluppare ulteriormente la nostra coscienza ecologica, il Governo e l’Europa hanno studiato una serie di leggi ed incentivi. E qui arriva il bello: infatti per tutti i lavori di sostituzione della caldaia con una di nuova generazione entro il 31 dicembre 2018, si può richiedere la detrazione del 65% dell’Ecobonus 2018.

 

Cosa guadagno con l’Ecobonus?

Facciamo un esempio in soldoni: useremo numeri facili per calcolare le percentuali, nessuna delle cifre riportate corrisponde ad un preventivo.

Mettiamo che tu spenda 1000 euro per una nuova caldaia. Lo Stato ti da la possibilità di detrarre fino a 650€ dalle tasse. Il che significa che ti resteranno in tasca soldi che anche se comprare la caldaia avresti invece versato all’erario. La caldaia quindi in realtà ti è costata 350€.

Ovviamente il bonus non è un “cashback” come quello dei supermercati che ti danno punti da spendere di nuovo quando compri: Il bonus è spalmato su 10 anni contributivi, quindi per 10 anni pagherai meno tasse per scontare il costo della caldaia.

In tutto questo devi considerare il risparmio in termini energetici, quindi avrai già un ritorno in breve termine sulla spesa fatta mentre il bonus contribuisce ai tuoi sonni tranquilli.

 

Come si ottiene il bonus?

Il 65% di detrazione IRPEF spetta a chi acquista una caldaia a condensazione di classe A, mentre il bonus del 50% spetta a chi acquista un caldaia di classe B. Le detrazioni valgono sia per abitazioni che per uffici e attività commerciali, quindi che siate lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, professionisti o imprese potete accedere alle detrazioni tranquillamente.

Se vuoi saperne di più sul bonus caldaia 2018 non esitare a contattarci: ti assisteremo noi sia nella scelta dell’impianto adatto alle tue esigenze sia nei passaggi burocratici!

Ripartitori di calore come funziona?

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Valvola termostatica come funziona ?

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Come avviene la contabilizzazione

TERMOREGOLAZIONE CALORE


Per eseguire la termoregolazione del calore è necessario installare su tutti i corpi radianti (come i termosifoni) una valvola termostatica che permette la regolazione della temperatura ambiente. La valvola termostatica strozza il flusso di calore qualora l’ambiente abbia raggiunto la temperatura programmata. Nel complesso del condominio questo meccanismo diminuisce la quantità di acqua in circolazione nell'impianto, diminuendo l’attività della caldaia e di conseguenza si ottiene il risparmio energetico.



CONTABILIZZAZIONE CALORE


Per poter eseguire la contabilizzazione del calore è necessario installare su tutti i corpi radianti un ripartitore o contatore di calore elettronico che consente di rilevare il consumo di ogni termosifone. L’installazione è molto semplice e l’intervento, pur necessitando di tecnici specializzati, è veloce e non necessita di lavori di muratura o cablaggi. I ripartitori hanno al loro interno una radio trasmittente che ne permette la lettura dall’ esterno dell’unità immobiliare.


POMPA DI CIRCOLAZIONE


Per regolare le variazioni di pressione dovute all'apertura e alla chiusura delle valvole termostatiche ed evitare conseguenti sibili e rumori che si manifestano in alcuni casi, è obbligatoria l’installazione in centrale termica di una pompa a pressione variabile. In alternativa, per gli impianti più piccoli, è sufficiente l’installazione di una valvola di sovrappressione.


RIPARTIZIONE SPESE


Al termine della stagione le spese condominiali di riscaldamento sono ripartite tra le unità immobiliari in proporzione alle letture dei contatori di calore. Una piccola percentuale della spesa, continua ad essere suddivisa secondo i criteri millesimali, il restante viene calcolato in funzione dei rilevamenti effettuati dal contatore di calore dell’impianto di contabilizzazione.

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Il nuovo libretto di impianto termico in vigore dal 1 Giugno 2014

Come indicato nel D.M. 10 Febbraio 2014, questo decreto riguarda tutti gli impianti di climatizzazione invernale di potenza utile nominale maggiore di 10 kW e di climatizzazione estiva con potenza utile nominale maggiore di 12 kW.

Nel nuovo libretto dovranno essere riportati tutti i componenti d’ impianto termico tra cui i sistemi di Contabilizzazione e Termoregolazione del calore.

TRATTAMENTO ACQUA (Durezza dell’ acqua, anti-legionella, filtri, ecc..)

GENERATORI (Caldaie, macchine frigorifere, pompe di calore, teleriscaldamento, cogenaratori, ecc..)

CAMPI SOLARI TERMICI (pannelli solari termici)

REGOLAZIONE (sonda climatica, valvole termostatiche)

SISTEMI TELEMATICI DI TELELETTURA E TELEGESTIONE

CONTABILIZZAZIONE

SISTEMI DI DISTRIBUZIONE (colonne montanti, impianti a zone, ecc..)

SISTEMA DI EMISSIONE (radiatori, pannelli radianti, ecc..)

SISTEMA DI ACCUMULO

IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA

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LE ULTIME SULLA CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE

E’ in fase di recepimento (scadenza 5 giugno 2014) la Direttiva Europea, 2012/27/UE che impone agli Stati membri di fissare un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica i così detto pacchetto clima 20-20-20 che prevede l’ottenimento di una riduzione di impiego di energia primaria del 20% entro il 2020 al fine di limitare le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

La Direttiva europea prevede regimi obbligatori di efficienza energetica per il riscaldamento e il raffreddamento.

Il nostro paese ha già approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva ed è ora al vaglio delle Commissioni Parlamentari competenti.

Per quanto riguarda i condomini è importante sottolineare che il nuovo provvedimento prevede che entro il 31 dicembre 2016, tutti gli edifici con il riscaldamento centralizzato dovranno dotarsi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Nei condomini con riscaldamento centralizzato sarà quindi necessario installare obbligatoriamente entro il 31 dicembre 2016 sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore individuali, da installarsi su ogni singolo radiatore per la corretta misurazione dei consumi (così come previsto dalla norma UNI EN 834).

Questi sistemi tecnologici consentono infatti sia di regolare autonomamente la temperatura in ogni unità immobiliare, sia di suddividere le spese in proporzione a quanto ciascun condomino effettivamente consuma (si possono ottenere risparmi di combustibile tra il 10% e il 30% annui).

Per maggiori dettagli clicca QUI’

Dotare l’impianto di riscaldamento centralizzato di valvole termostatiche e di ripartitori elettronici del calore per il conteggio pro-capite di ogni singolo condomino, porta indubbiamente una serie di vantaggi:

consente di rendere energeticamente efficiente l’intero immobile, contribuendo anche alla riduzione di emissioni di CO2

permette di abbattere i consumi, premiando le famiglie virtuose che ridurranno le temperature attraverso l’impiego delle valvole termostatiche

l’utente può disporre del servizio di riscaldamento in qualunque ora del giorno

l’utente può ottenere la temperatura desiderata in ogni locale; la valvola termostatica, regola automaticamente l’emissione di ogni singolo radiatore tenendo conto anche di eventuali apporti “gratuiti” quali presenza di persone, soleggiamento, funzionamento di elettrodomestici …

l’utente paga solamente il calore erogato dai propri radiatori; ha così modo di risparmiare, limitando l’erogazione nei locali meno utilizzati

Eventuali opere di risparmio energetico che l’utente decidesse di eseguire nel proprio appartamento (installazione di doppi vetri, isolamento termico di pareti…) comporterebbero un suo esclusivo vantaggio in termini di consumo.

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La contabilizzazione dell'energia nei condomini: nuova UNI 10200

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Caldaia a condensazzione perchè conviene?

La caldaia a condensazione permette un risparmio sui costi dell’energia grazie al minor consumo di combustibile. Il risparmio potenziale è dell’ordine del 15-20% sulla produzione di acqua calda a 80°C, del 20-30% a 60°C. Questo perché il rendimento della caldaia è maggiore quando lavora a carico parziale rispetto al carico massimo. Per il riscaldamento di un edificio, con radiatori tradizionali, si ottengono risparmi anche del 25-30%. Il risparmio massimo (40% e oltre) viene raggiunto utilizzando la caldaia a condensazione con un impianto radiante a bassa temperatura (30-50 °C), p.es. con pannelli a soffitto o serpentine a pavimento o a parete.

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Pompe di calore, più economiche e convenienti

I prossimi anni vedranno uno sviluppo esponenziale delle pompe di calore. Con l'entrata in vigore dal primo luglio prossimo della nuova tariffa D1, infatti, l'utilizzo delle pompe di calore, diverrà decisamente più economico, dando una spinta a tutto il comparto. E' questa la previsione dell'AiCARR, l'Associazione italiana Condizionamento dell'Aria, Riscaldamento e Refrigerazione, secondo cui con l'avvento della D1 saranno eliminati gli ostacoli che ne impedivano una piena diffusione. Fino ad oggi nonostante i numerosi incentivi energetico ambientali e la possibilità di poter usufruire delle agevolazioni fiscali, l'uso delle pompe di calore non è stato così numeroso come nei Paesi del Nord Europa, a causa dei costi elevati costi delle tariffe elettriche e l'utente che voleva sostituire il proprio impianto di climatizzazione invernale tradizionale con un impianto a pompa di calore veniva penalizzato. Da luglio cambierà tutto e anche in Italia si potrà beneficiare dei vantaggi di questo tipo di impianti che consentono con un unico sistema,  di ottenere riscaldamento invernale, fresco in estate e acqua calda sanitaria, sfruttando fonti di energia rinnovabile come aria, acqua e suolo e consentendo un 50% circa di risparmio di energia primaria.

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Le pompe MAGNA/UPE

Le pompe MAGNA/UPE costituiscono una vasta gamma di pompe di circolazione piccole, medie e grandi dotate di dispositivo di comunicazione e motori con controllo elettronico della velocità con magnete permanente (PM) e tecnologia di tipo a motore compatto con statore.


MAGNA è un elemento innovativo della serie di pompe di circolazione di alta qualità Grundfos.


Con MAGNA le impostazioni della pompa non destano più preoccupazioni. Installare semplicemente la pompa e lasciarla con le impostazioni di fabbrica, AUTOADAPT (solo MAGNA).


MAGNA analizzerà automaticamente l'impianto di riscaldamento, troverà l'impostazione ottimale e regolerà continuamente il suo funzionamento in base alle modifiche necessarie. Il risultato è un comfort ottimale e un consumo energetico minimo. Le pompe MAGNA sono inoltre estremamente flessibili e affidabili hanno bassi livelli di rumorosità, lunga durata e non richiedono una particolare manutenzione. Sono dotate di comunicazione IR e possono offrire controllo esterno e monitoraggio con moduli di espansione.


Applicazioni


Le pompe GRUNDFOS MAGNA/UPE sono state progettate per i liquidi circolanti negli impianti di riscaldamento di condomini, scuole, ospedali, alberghi, industrie e così via.


Queste pompe con alloggiamenti in acciaio inossidabile, possono anche essere utilizzate negli impianti di acqua calda sanitaria. Le pompe GRUNDFOS MAGNA sono adatte per:


impianti con flussi costanti o variabili nei quali è consigliata l'ottimizzazione del punto di lavoro

impianti con temperature dei tubi di flusso variabili

impianti per i quali è richiesto un funzionamento notturno.



Caratteristiche e vantaggi


Estremamente efficienti con impianti di comunicazione

La modalità di controllo AUTOADAPT come impostazione predefinita è adatta per la maggior parte delle applicazioni

Controllo di pressione differenziale integrato (controllo di pressione proporzionale e costante)

Bassa rumorosità

Alta coppia di spunto

Funzionamento notturno automatico

Motore a magnete permanente/tecnologia con statore compatto

Convertitore di frequenza integrato

Alloggiamento della pompa self-venting

Alloggiamento della pompa in acciaio inossidabile

Versioni bigetto

Controllo remoto wireless R100

Comunicazione tramite GENIbus o LON.

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La contabilizzazione

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Qual'è il modo migliore per risparmiare energia col riscaldamento?

L'ambiente domestico non è confortevole se in casa non c'è un clima gradevole. Molto dipende dal riscaldamento. E se si vuole risparmiare, basta adottare dei piccoli accorgimenti per ridurre i consumi tanto da poter riscaldare gratis la propria casa ogni sei anni. Ad esempio, basta montare delle valvole termostatiche sui radiatori per mantenere automaticamente costante la temperatura ambiente al livello desiderato. Così facendo, si ottiene un comfort maggiore e nel contempo si riducono i consumi fin del 20 per cento. Inoltre, arieggiando brevemente i locali a finestre spalancate anziché lasciando sempre aperte le finestre a ribalta, si evita di sprecare inutilmente energia per il riscaldamento. Se poi si crea corrente tra i vari ambienti domestici, la qualità dell'aria migliora ulteriormente.


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Diagnosi energetica

 Cos'è la diagnosi energetica ?

Qual è la differenza tra diagnosi energetica e certificazione energetica ?


La diagnosi energetica è l'insieme delle attività professionali atti ad individuare “lo stato di salute” di un sistema edificio-impianto. E’ equiparabile, da un punto di vista medico, ad un completo check-up comprensivo di una cartella medica completa ed esaustiva con indicazione esplicita della “terapia” consigliata, ovvero le cosiddette indicazioni per il miglioramento.


La diagnosi energetica è richiesta principalmente nei casi seguenti:


Come prerequisito in una ristrutturazione con riqualificazione energetica di un sistema edificio impianto.

Nel calcolo della componente fissa di spesa nella contabilizzazione del calore come prescritto da UNI 10200 e dal DPR 59/09 (e anche dalle delibere Regione Lombardia e Regione Piemonte) per la ripartizione della quota a millesimi.

Come prerequisito fondamentale di una successiva certificazione energetica.


La certificazione energetica è un atto formale di attribuzione ad una singola unità immobiliare di un indice di prestazione energetico e successiva Classe (A,B, ecc.) caratterizzante il consumo energetico di tale unità immobiliare.

Questo atto presuppone (anche implicitamente) la corretta esecuzione di una diagnosi energetica (comprensiva quindi delle cosiddette “indicazioni per il miglioramento”), ma in questo caso viene richiesta la Terzietà del professionista-certificatore quantunque abilitato ed iscritto in appositi albi regionali.


La diagnosi energetica, contrariamente alla certificazione energetica, può essere eseguita da qualunque professionista iscritto in Albi o Collegi ed abilitato alla Progettazione di Edifici e/o Impianti, nell'ambito delle proprie competenze e sotto la sua responsabilità.

Non è richiesta quindi la Terzietà, ovvero la sua non partecipazione alle fasi di Progettazione e/o Direzione dei Lavori del Sistema Edificio Impianto oggetto di futuro intervento.


La fruizione di una diagnosi energetica aggiornata riduce sensibilmente i costi della successiva certificazione energetica (vedi anche D.M. 26.6.2009 Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) quantunque eseguita da altro soggetto distinto dal professionista che ha redatto la diagnosi energetica sopra descritta.

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La tecnica della condensazzione

Nei generatori di calore tradizionali i fumi attraversano uno scambiatore, cedendo calore all'acqua di riscaldamento; i gas di scarico vengono pertanto raffreddati fino ad un certa temperatura (per esempio circa 120°C).

Il calore recuperato in questo modo, viene chiamato anche calore

sensibile.

I gas di scarico di un generatore di calore contengono però oltre al calore sensibile anche il cosiddetto calore latente (vale a dire calore nascosto).

Esso é legato al vapore acqueo che si genera nella combustione.

Nei generatori di calore tradizionali, il calore contenuto nel vapore

acqueo dei gas di scarico non viene recuperato.

Negli apparecchi a condensazione lo scambiatore di calore primario ha superfici particolarmente elevate oppure viene collegato in serie un secondo scambiatore di calore.

Questo consente di recuperare il calore sensibile dai gas di scarico con un ulteriore successivo raffreddamento degli stessi.

In questo processo le temperature dei gas di scarico scendono fino alla cosiddetta temperatura del punto di rugiada, favorendo la condensazione del vapore acqueo.

L’energia termica recuperata viene ceduta all'acqua di riscaldamento.

Con la tecnica della condensazione è diventato possibile il massimo sfruttamento del calore prodotto da un combustibile.

La maggiore tecnologia applicata agli scambiatori primari (superfici, materiali, ..) permette il trasferimento del calore sensibile all'acqua di riscaldamento, consentendo il raggiungimento di rendimenti maggiori rispetto ai generatori di calore tradizionali.

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Perchè la condensazzione?

Risparmio energetico e protezione dell’ambiente

In tutti i settori della tecnica, si stanno facendo i massimi sforzi per ridurre sensibilmente le emissioni di sostanze nocive.

Questo vale anche per il campo del riscaldamento di edifici e della preparazione dell’acqua calda. Le emissioni in questo campo sono soprattutto ossidi di azoto NOX, monossido di carbonio CO ed anidride carbonica CO2.


L’anidride carbonica é considerata uno dei responsabili principali dell’effetto serra globale.

Ma anche gli ossidi di azoto esercitano un’influenza dannosa sull'ambiente: essi contribuiscono per esempio

alla formazione dello smog, sono dannosi per le vie respiratorie di

uomini ed animali e sono tossici per molte piante.

Il monossido di carbonio inodore é particolarmente pericoloso essendo tossico già alle basse concentrazioni, se, attraverso le vie respiratorie, arriva nel sistema di circolazione del sangue.

Impiegando le tecnologie che consentono una riduzione del

consumo energetico, si ottiene automaticamente una minore emissione di sostanze nocive.

Nel contesto di questo quadro generale la tecnica della condensazione é diventata di crescente importanza negli ultimi anni, permettendo la riduzione del consumo energetico in

media di circa il 15% rispetto ai moderni generatori di calore a bassa temperatura, con simultanea sensibile diminuzione delle emissioni di NOX


Già molti Paesi hanno percepito l’utilità ed i vantaggi della tecnica della condensazione ed hanno avviato numerosi programmi di finanziamento a favore degli utilizzatori.

Questi vantaggi compensano in breve tempo i costi supplementari rispetto ai generatori di calore tradizionali.

Con lo sviluppo della tecnica della condensazione si é fatto un passo importante verso il massimo sfruttamento del combustibile con emissione di sostanze nocive minime.

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Regolazione della temperatura

Nell’impianto di riscaldamento una funzione delicata per non sprecare calore e risparmiare sul combustibile è affidata al sistema di regolazione della temperatura interna della casa.


La regolazione ha il compito di mantenere costante la temperatura degli ambienti al variare delle condizioni climatiche esterne ed in relazione alla presenza di fonti di calore interne (affollamento di persone, forni o elettrodomestici in funzione, ecc.).


La temperatura ideale (e di legge), è attorno a 20°C: le temperature più basse peggiorano il comfort e quelle più elevate comportano uno spreco energetico.



Il sistema di regolazione più semplice è composto da un termostato che agisce sulla quantità di calore erogato dalla caldaia. Il termostato interrompe il funzionamento della caldaia quando la temperatura interna della casa, misurata da particolari sensori, si scosta dal valore impostato. Qualora l’impianto autonomo serva una casa che si sviluppa su più piani, è opportuno montare anche le valvole di zona che comandano il funzionamento di una parte dell’impianto mediante un secondo termostato.

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Impianto solare termico

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Istallazione canne fumarie

Che si tratti di stufa, caldaia, camino o caminetto, ciò che permette un corretto funzionamento del riscaldamento dell'ambiente e dell'espulsione dei fumi è la canna fumaria che deve rispondere al requisito della sicurezza perché, se non viene costruita in maniera corretta e con i giusti materiali, si rischia che si incendi facilmente. Che si debba riparare o si debba costruire da zero è importante che le canne fumarie siano efficienti, ovvero che riescano a sottrarre i fumi provenienti dall'effetto di combustione e condurli all'esterno dell'edificio, il che risulta più facile se le pareti interne sono verticali e lisce, se sono dotate di un'ampia capacità (maggiore è la capacità, maggiore è in quantitativo di fumo che riesce a inglobare ed espellere) e di una buona pendenza.

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Processi di combustione

Si ricorda che per combustione s’intende la reazione chimica tra un

combustibile e l'ossigeno atmosferico. Un esempio può essere (combustione del

metano):


CH4 + 2 O2→ CO2 + 2 H2O


La reazione si "legge" nel seguente modo: una mole di CH4 reagisce con due moli di O2 (reagenti) per formare una mole di CO2 e due moli di H2O (prodotti).

In base al significato fisico di moli si può anche ragionare in termini di masse, e cioè si può dire che 16 [kg] di CH4 reagiscono con 2⋅32[⋅kg] di O2 per formare 44 [kg] di CO2 e 2⋅18 [kg] di H2O.

La reazione per avvenire completamente richiede una ben precisa quantità d’ossigeno e quindi d’aria.

La quantità di aria strettamente necessaria alla combustione è detta aria teorica; tuttavia anche se per far avvenire rapidamente e completamente la combustione è sempre necessario fornire aria in eccesso.

Come già illustrato l'energia potenziale chimica dei reagenti (CH4 e O2) è più elevata di quella dei prodotti della reazione

(CO2 e H2O) per cui la variazione d’energia potenziale chimica si ritrova sotto forma di energia termica.

Come si ricorderà l’energia termica prodotta dalla combustione di 1 [kg] di combustibile è detta potere calorifico H del combustibile [J/kg].

Si può ricordare che se i fumi vengono raffreddati sotto la temperatura di rugiada, il vapore acqueo presente nei fumi potrà in parte condensare, consentendo il recupero di calore di condensazione.

Come già osservato vi sono quindi due poteri calorifici e cioè il potere calorifico inferiore Hi e il potere calorifico superiore Hs:

il primo risulta minore in quanto non tiene conto del recupero di calore di condensazione;

recupero che, ovviamente, diviene possibile solo raffreddando notevolmente i fumi (moderne caldaie a condensazione).

Nella seguente tabella è riportato il valore del potere calorifico inferiore Hi di alcuni comuni combustibili.


Tipo di combustibile Hi[kJ/kg]


Gasolio 41900

Gas naturale 34500

Legna da ardere 18200


Se la combustione avviene con un’insufficiente quantità d’aria, la reazione non si

completa e si ha formazione d’ossido di carbonio (CO), gas notevolmente nocivo.

Il controllo adeguato della combustione risulta quindi di grande importanza sia per

massimizzare la quantità d’energia termica ottenuta, sia per evitare la formazione di

ossido di carbonio.

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Guida per la scelta dei giusti caloriferi

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Terzo responsabile

 Ci occupiamo delle cosiddette caldaie centralizzate, ossia di impianti in cui un’unica caldaia di maggiore potenza serve con la sua produzione di acqua calda più nuclei abitativi.


Un’abitazione può essere riscaldata da due tipi di impianto: caldaia autonoma o caldaia centralizzata. La caldaia autonoma è individuale per ogni appartamento, ha quindi dei consumi propri, una canna fumaria e deve rispettare tutta la normativa che riguarda l’installazione delle caldaie. Le caldaie centralizzate sono invece comuni a più appartamenti, servono generalmente interi condomini. Anch'esso devono rispettare tutte le norme, ma hanno un vantaggio in più. Le caldaie centralizzate infatti permettono un notevole risparmio, in quanto se servono 10 appartamenti consumano meno di 10 caldaie autonome e inoltre hanno un tasso di inquinamento minore.


Caldaie centralizzate: contabilizzatore o centralina?

Quando si installa un impianto di riscaldamento centralizzato bisogna anche trovare un accordo sul tipo di contatore per il controllo dei consumi. Si può decidere tra una centralina di controllo che calcolerà le spese complessive, che verranno poi equamente suddivise tra i condomini. Si può anche decidere per un contabilizzatore di calore, ovvero un apparecchio che viene installato su ogni elemento dell’impianto di riscaldamento e che terrà conto dei singoli consumi. In questo modo le spese non saranno più suddivise in parti uguali, ma dipenderanno dai consumi del singolo appartamento.


Installazione di caldaie centralizzate

È chiaro che l’installazione di caldaie centralizzate richiede l’intervento di tecnici esperti, non solo nell'installazione vera e propria, ma anche nella progettazione dell’impianto che coinvolge diversi appartamenti e famiglie. Se hai bisogno di un preventivo per l’installazione di una caldaia centralizzata e della progettazione dell’impianto, contattaci. Metteremo a tua disposizione tutta la nostra esperienza e professionalità.


Manutenzione e controllo caldaie centralizzate

Come anticipato anche le caldaie centralizzate devono rispettare le norme relative all'installazione di caldaie, necessitano perciò di manutenzione costante e di controlli regolari che ne verifichino l’efficienza e la funzionalità. Ti offriamo anche il servizio di manutenzione e controllo per le caldaie centralizzate, contattaci per avere maggiori informazioni.

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Centrale termica

La centrale termica è il locale ove è installato il generatore di calore (o i generatori di calore).

La centrale termica di un impianto centralizzato può essere situata all'interno o all'esterno dell'edificio: se questo ha una forma complessa conviene una posizione baricentrica, per meglio equilibrare la rete di distribuzione del fluido termo vettore.

La centrale termica è oggetto di molte prescrizioni legislative volte ad assicurare la sicurezza

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Tipi di impianti

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO

Generalità

Come evidente, scopo di un impianto di riscaldamento è quello di mantenere,

all'interno degli ambienti, temperature dell'aria e temperature medie radianti compatibili

con condizioni di benessere degli occupanti. A questo scopo si possono adottare svariate

soluzioni, dalle soluzioni più antiche, stufe, caminetti, fino agli attuali impianti

autonomi (per singole unità abitative) o infine fino agli impianti di riscaldamento

centralizzati (per interi edifici) di cui ci occuperemo brevemente.

Un impianto di riscaldamento centralizzato è costituito da un generatore di calore, alimentato da un combustibile liquido o gassoso e dotato di camino per l'evacuazione all'esterno dei prodotti della combustione (fumi), di un sistema di distribuzione del fluido termo vettore, e di terminali per fornire ai singoli ambienti la potenza termica necessaria al controllo della temperatura interna. Gli impianti di riscaldamento possono essere classificati secondo il fluido termo vettore.

Si possono distinguere in:

• impianti ad acqua calda a circolazione naturale o forzata;

• impianti a vapore;

• impianti ad aria calda.

Negli impianti industriali frequentemente viene utilizzata acqua surriscaldata e cioè acqua mantenuta sotto pressione a temperatura superiore a 100 [°C].

Gli impianti centralizzati più comuni negli edifici residenziali sono gli impianti ad acqua calda con circolazione forzata. Gli impianti di riscaldamento autonomo, attualmente molto diffusi, sono costituiti da un piccolo generatore di calore già munito di pompa di circolazione che viene installato in un ambiente dell’unità immobiliare. Si può osservare che gli impianti presentano, nel loro piccolo, componenti molto simili a quelli degli impianti più grandi per cui possono essere considerati come impianti centralizzati a livello di ogni singola unità abitativa.

Per descrivere i vari componenti di questi impianti, si richiamano prima brevemente alcuni concetti fondamentali relativi ai processi di combustione.

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